La FERPA e le sue consociate hanno recentemente deciso di partecipare alla raccolta di dati che avrebbero aiutato il potere d'acquisto delle pensioni dei pensionati e degli anziani. Questa iniziativa delle organizzazioni sindacali, sia a livello nazionale che a livello europeo, è legata alla consapevolezza delle difficoltà che gli anziani devono affrontare di fronte all'aumento del costo della vita. Questo argomento, estremamente complicato, deve tenere conto di alcune considerazioni tecniche e sociali. Negli ultimi anni, l'aumento del costo delle pensioni per la spesa pubblica ha portato i governi ad attuare (o cercare di fare) riforme ai loro sistemi pensionistici. Questo aspetto è stato visto come un requisito per far fronte al cambiamento demografico che attualmente caratterizza l'Europa. In generale, queste riforme presondo tratti diversi e piuttosto complessi. In ogni caso, e rispetto alle generazioni precedenti, si è implicitamente una chiara tendenza alla riduzione delle pensioni promesse per i lavoratori di oggi (e di domani) e per i pensionati. L'OCSE , in una relazione che misura gli effetti delle riforme e dei suoi benefici, ha rilevato che, dal 1990, il primo pilastro delle pensioni promesse era stato colpito in media da una riduzione del 22%. Per le donne, questa riduzione è molto più alta: più del 25%! Oltre alla preoccupazione generale che le pensioni di vecchiaia non siano in grado di fornire adeguati redditi garantiti, gli indicatori quantitativi, come i tassi di povertà degli anziani che misurano la percentuale di persone a rischio di povertà in Europa, limitano le preoccupazioni della FERPA a questo proposito, in particolare per quanto riguarda la situazione delle donne. In questo contesto, l'attenzione deve essere intarsia sull'indicizzazione del reddito di cui sopra: alcuni sistemi potrebbero penalizzare il potere d'acquisto delle pensioni ogni anno. Ciò non riguarda solo la possibilità di acquistare lo stesso paniere di beni e servizi ogni anno. Il problema riguarda anche la parte della società rappresentata dai pensionati e dagli anziani, cittadini a pieno posto ai quali deve essere garantita un'adeguata qualità della vita e per i lavoratori. E, purtroppo, i dati mostrano che questa qualità della vita diminuisce ogni anno. I sindacati sono consapevoli della necessità di intervenire in questa situazione, di sollevare la questione e di trarre conclusioni politiche: questo è lo scopo di questo documento. Il contributo di questa relazione nel contesto del dibattito economico sullo sviluppo del potere d'acquisto delle pensioni in Europa non è scientifico. Non si tratta neppremente di effettuare una valutazione scientifica delle strategie adottate dagli Stati membri nell'ambito del metodo aperto di coordinamento in relazione ai sistemi pensionistici, al fine di far rispettare le direttive stabilite a livello europeo. In questo senso, una letteratura specifica e le relazioni degli organi di vigilanza europei interessati offrono una più ampia considerazione di tutti gli aspetti che non possono essere presi in dettaglio. L'obiettivo di questo documento è quindi quello di dimostrare l'impegno delle organizzazioni sindacali nazionali dei pensionati e degli anziani contro la perdita del potere d'acquisto delle pensioni, un problema che purtroppo colpisce milioni di pensionati in Europa. L'intenzione è anche quella di sensibilizzare su questioni su larga scala (già riconosciute da tempo dall'Agenda sociale europea), di esprimere tutte le preoccupazioni e di incoraggiare un aggiornamento del dibattito politico, assolutamente necessario.